Noi, la politica e il futuro

Ad Agosto dello scorso anno abbiamo iniziato a raccogliere le firme per 8 referendum, due di questi riguardavano proprio le “trivelle” e le persone che incontravamo non sapevano neanche che esistesse un problema legato alle estrazioni petrolifere. Iniziammo a spiegare cosa significasse il referendum su quell’argomento ed eravamo ben consapevoli che ci sarebbe stato un problema successivo, il quorum. Infatti l’idea era quella di accorpare più argomenti ugualmente importanti che potevano poi facilitare l’affluenza. Proponevamo anche quesiti sul jobs act, scuola e legge elettorale. Nessun partito ci ha creduto, nessun sindacato.
Molte persone si. Ci sono stati più di 300.000 firmatari, molti, moltissimi ma non abbastanza.
Poi sono arrivate le Regioni ed un quesito referendario è andato al voto. L’argomento era specifico e da solo aveva poche speranze di portare al voto la metà degli elettori. Ci abbiamo provato lo stesso, perchè le battaglie giuste vanno combattute. Sempre. 15.000.000 di elettori ci hanno creduto, ma ancora non sono abbastanza.
La strada per il ripristino di una politica sana e partecipata per questo paese è ancora lunga, ma dobbiamo percorrerla insieme. banchetto2

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